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Biometano: ruolo centrale nella transizione energetica

Biometano ruolo fondamentale nella transizione energetica

La Piattaforma Tecnologica Nazionale del Biometano ha dibattuto a ECOMONDO 2018 i contenuti della proposta inviata alla Commissione UE, nell’ambito della consultazione pubblica lanciata per raccogliere spunti e osservazioni da imprese, autorità e società civile sul tema delle politiche energetiche del futuro.

A ECOMONDO 2016 venne lanciata la prima Piattaforma Tecnologica Nazionale del Biometano, coordinata da CIB (Consorzio Italiano Biogas), e CIC (Consorzio Italiano Compostatori), e partecipata da Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura, Fise-Assoambiente, Legambiente, NGV Italy, Utilitalia, Snam e Italian Exhibition Group (IEG), con l’obiettivo di potenziare l’alleanza strategica con l’industria del gas naturale, in considerazione del biometano come punto di transizione fra energie rinnovabili ed energie tradizionali.

 A due anni di distanza, sempre alla Fiera di Rimini nel corso della XXII edizione di ECOMONDO (Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile)e della XII edizione di Key Energy (Fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibile), le due Fiere targate IEG e concluse (link: http://www.regionieambiente.it/ecomondo_key-energ_chiuse/), la Piattaforma ha organizzato l’8 novembre 2018 un Convegno dal titolo “Il gas rinnovabile nella Strategia Clima-Energia europea e nazionale”, per portare all’attenzione il dibattito sulla Strategia che si sta svolgendo sia a livello comunitario che nazionale, essenziale per l’individuazione di politiche e strumenti volti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, nonché sul ruolo che il gas naturale può assolvere nella transizione energetica.

Il Piano europeo Clima-Energia pone per il 2030 obiettivi molto ambiziosi, alla luce degli ultimi aggiornamenti intervenuti su rinnovabili ed efficienza energetica, in vista di un traguardo al 2050 caratterizzato da uno scenario energetico a basso contenuto di carbonio.

L’Italia, come gli altri Stati membri, entro il 31 dicembre 2018, in base al Regolamento 2016/0375/UE sulla Governance dell’Unione dell’Energia dovrà inviare a Bruxelles il Piano nazionale contenente le indicazioni di dettaglio per il raggiungimento dei target comunitari.

Durante il Convegno sono stati dibattuti i contenuti della proposta che i membri della Piattaforma hanno formulato alla Commissione UE, nell’ambito della consultazione pubblica lanciata dalla Commissione UE per raccogliere spunti e osservazioni da imprese, autorità e società civile sul tema delle politiche energetiche del futuro.

Siamo convinti che la produzione del biometano e di idrogeno rinnovabili possa raggiungere livelli molto elevati in Italia e in Europa – ha dichiarato Piero Gattoni, Presidente CIB – tali da contribuire, grazie a un utilizzo dell’infrastruttura gas esistente e in combinazione con l’elettricità rinnovabile, al fabbisogno energetico dei Paesi membri e alla decarbonizzazione dell’economia e dei trasporti, il tutto conseguendo sensibili risparmi rispetto ad uno scenario futuro senza gas.

“Se vogliamo conseguire il traguardo di un’economia a zero emissioni nette entro il 2050, dobbiamo considerare il biometano come un elemento chiave anche in termini di sostenibilità economica: a livello europeo, infatti, potremmo arrivare a produrre oltre 122 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile entro trent’anni; tale produzione ci permetterebbe di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione risparmiando fino a 138 miliardi di euro”.

“La filiera del gas rinnovabile produce ricadute positive sull’economia e sulla società che sono difficilmente trascurabili: la produzione di biometano derivata da un’agricoltura sostenibile permette, ad esempio, di rilanciare l’occupazione nelle nostre campagne e di adottare pratiche diffuse di sequestro del carbonio nel terreno, con la conseguenza di abbattere le emissioni nette delle aziende agricole e di arricchire e proteggere il suolo coltivato grazie all’uso della fertilizzazione con il digestato e all’utilizzo dei doppi raccolti”.

“A questo proposito, riterremo utile un coinvolgimento diretto anche del Ministero delle politiche agricole su questo dossier che può essere occasione di rilancio per l’agricoltura italiana, oltre che elemento di accelerazione sul fronte dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale”.

Il biometano si ottiene da biomasse agro-industriali, quali sottoprodotti agricoli, reflui zootecnici, colture di integrazione che non competono con la produzione alimentare e foraggera, dalla frazione organica dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata.

Chimicamente uguale al metano fossile (o gas naturale, il suo consumo avviene quasi senza ulteriori emissioni climalteranti. Utilizzabile in miscela o in sostituzione del gas, può essere distribuito nei metanodotti e in città, soddisfacendo sia le esigenze energetiche domestiche (riscaldamento, acqua calda sanitaria e cucina, energia), sia nella trazione di autovetture che di trasporti pesanti.

Il biometano da FORSU rappresenta uno degli assi portanti del futuro dell’economia circolare: l’Italia è pronta a cogliere questa innovazione ed entro la fine del 2018 saranno 8 gli impianti consorziati CIC in grado di produrre biometano a partire dai rifiuti organici – ha sottolineato a sua volta Massimo Centemero, Direttore del CIC – Quest’anno il decreto legge, varato a marzo, per la promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti e le agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale ha segnato una svolta importante, così come l’approvazione del nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare che punta a valorizzare il rifiuto organico in Italia”.

“La rivoluzione del biowaste è pronta a coinvolgere tutto il Paese, come dimostra il primo impianto a biometano da FORSU del Centro-Sud, inaugurato a settembre a Rende, in Calabria. Grazie all’upgrading del biogas a biometano, nel prossimo biennio si potrebbero avere circa 200 mln di Nm3/anno di biocarburante avanzato da FORSU“.

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