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OMS: nei nostri polmoni i costi dei cambiamenti climatici

OMS: nei nostri polmoni i costi dei cambiamenti climatici

Il Rapporto speciale dell’OMS presentato alla COP24 stima che se fosse conseguito l’obiettivo dell’Accordo di Parigi potrebbero essere salvate 1 milione di vite in tutto il mondo ogni anno entro il 2050.

I benefici per la salute derivanti dall’affrontare i cambiamenti climatici superano di gran lunga i costi degli investimenti per le misure di decarbonizzazione e mitigazione.

È questo l’assunto del Rapporto speciale “Health & Climate Change” che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato il 5 dicembre 2018 nel corso di un evento collaterale alla COP24 di Katowice, le cui conclusioni erano state peraltro anticipate dal Simposio Internazionale su “Salute e Cambiamenti Climatici”, l’Istituto Superiore di Sanità ha organizzato (Roma, 3-5 dicembre 2018) per promuovere l’adesione alla Carta di Roma per fornire raccomandazioni scientifiche e suggerire azioni ai decisori politici.

Durante la precedente COP23 di Bonn, era stato il Presidente di turno della Repubblica di Fiji, Frank Bainimarama a chiedere all’OMS di redigere il relativo Rapporto, da consegnare alla COP24.

L’articolo 1 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) definisce gli “effetti negativi dei cambiamenti climatici” come cambiamenti che hanno “effetti deleteri significativi … sulla salute e sul benessere umani”.

Inoltre, l’articolo 4.1 (f) stabilisce che le Parti che hanno sottoscritto la Convenzione conducano “valutazioni d’impatto, formulate e determinate a livello nazionale, al fine di ridurre al minimo gli effetti negativi su … salute pubblica “, quando si attuano interventi di mitigazione e adattamento basati sulla migliore scienza disponibile, al fine di supportare il processo decisionale.

Inoltre, vi è un impegno politico ad alto livello per la protezione e la promozione della salute umana, che si riflette nell’Accordo di Parigi del 2015, dove si afferma che “le parti, nel prendere provvedimenti per affrontare i cambiamenti climatici, dovrebbero rispettare, promuovere e considerare i rispettivi obblighi in merito al … diritto alla salute” e riconosce la centralità delle “azioni di mitigazione e dei loro benefici collaterali per l’adattamento, la salute e lo sviluppo sostenibile” “come presupposto chiave per un’azione incisiva prima del 2020.

L’Accordo di Parigi afferma pure la necessità di “rafforzare la risposta globale ai cambiamenti climatici, nel contesto dello sviluppo sostenibile“, e quindi di collegare l’Agenda dei cambiamenti climatici all’Agenda ONU 2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che hanno una prospettiva di azione a breve termine.

Infine, l’Art. 25 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani di cui il prossimo 10 dicembre si celebra il 70° Anniversario con la relativa Giornata al motto di “Stand Up” per invitare le persone ad agire per una maggiore libertà, più rispetto e comprensione per i diritti degli altri, obbliga giuridicamente gli Stati a rispettare, proteggere e soddisfare il diritto alla salute dell’uomo e, quindi, a prevenire i danni alla salute correlati ai cambiamenti climatici.

I dati scientifici dimostrano chiaramente che i cambiamenti climatici stanno già avendo un grave impatto sulla vita e sulla salute umana – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’OMS – Minacciano gli elementi basilari di cui tutti abbiamo bisogno per essere in buona salute, avere un’aria pulita, disporre di acqua potabile sicura, alimentarsi in modo adeguato e proteggersi ripararsi in sicurezza e minerà per decenni i progressi fatti sulla salute globale. Non possiamo permetterci di ritardare ulteriormente l’azione“.

Le considerazioni sulla salute sono fondamentali per il progresso dell’azione climatica, poiché anche le attività umane che destabilizzano il clima del Pianeta contribuiscono direttamente ad un cattivo stato di salute. Pe l’Accordo di Parigi, per effetto del grande impatto che i cambiamenti climatici provocano una serie di problemi di salute e di risorse essenziali per gli esseri umani, tant’è che è “potenzialmente il più forte Accordo sulla salute umana di questo secolo”, ha aggiunto Ghebreyesus.

L’OMS stima che siano 7 milioni in tutto il mondo ogni anno le morti causate dall’inquinamento atmosferico e 5,11 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari i danni connessi alla perdita della salute. Nei 15 Paesi dove si registra la maggiore emissione di gas ad effetto serra, gli impatti sulla salute costano più del 4% del PIL, mentre per intraprendere le azioni per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi servirebbe solo l’1% del PIL mondiale.

Se fosse conseguito l’obiettivo dell’Accordo potrebbero essere salvate circa un milione di vite in tutto il mondo ogni anno entro il 2050, solo per effetto della riduzione dell’inquinamento atmosferico, secondo l’OMS, poiché il principale driver dei cambiamenti climatici è la combustione delle fonti fossili che contribuisce in modo determinante alla cattiva qualità dell’aria.

Inoltre, il passaggio a fonti energetiche a basse emissioni di carbonio non solo migliorerebbe la qualità dell’aria, ma offrirebbe ulteriori opportunità per migliorare la salute, come incoraggiare l’uso della bicicletta che, aumentando l’attività fisica, aiuta a prevenire il diabete, il cancro e le malattie cardiache.

Il Rapporto contiene diverse raccomandazioni ai Governi per un più stretto allineamento delle politiche climatiche e sanitarie sia a livello nazionale che internazionale, anche per i Paesi che devono tenere conto di tutte le analisi costi-benefici della mitigazione dei cambiamenti climatici.

Vengono suggerite anche iniziative fiscali per incrementare gli investimenti nell’azione per il clima, come la tariffazione del carbonio e i sussidi per l’energia pulita, oltre una sollecitazione agli Stati a rivedere i contributi nazionali di riduzione delle emissioni (NDC) previsti dall’Accordo di Parigi e a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute umana.

Il vero costo dei cambiamenti climatici viene percepito nei nostri ospedali e nei nostri polmoni – ha osservato Maria Neira, Direttrice del Dipartimento Salute Pubblica, Determinanti Ambientali e Sociali della Salute dell’OMS –  L’onere sanitario dovuto alle fonti di energia inquinanti in questo momento è così alto, che il passaggio a scelte più pulite e più sostenibili per l’approvvigionamento energetico, i trasporti e i sistemi alimentari si ripagherebbe da sé in modo efficace. Quando si tiene conto della salute, la mitigazione dei cambiamenti climatici è un’opportunità, non un costo“.

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